"Non cambiare mai, non cambiare mai Non barattare le tue lacrime Tu sei forte se lo vuoi Hai ragione sai Ad essere come sei Non è vero che sei debole Perché cerchi l’impossibile Adesso dimmi cosa ne fai Dei sentimenti finti cosa ne fai E le religioni dell’apparire E dei tuoi sensi di colpa dimmi Stringi i pugni,stringi i pugni Stringi i pugni e sarà Come il gioco di un’età mai andata via Non cambiare mai non cambiare mai E se ti dicono di smettere Sogna ancor più forte Hai ragione sai ad essere come sei Credi ancora nelle favole E' il modo giusto di difenderti Adesso dimmi cosa ne fai Dei sentimenti finti cosa ne fai E le religioni dell’apparire E dei tuoi sensi di colpa dimmi Stringi i pugni,stringi i pugni Stringi i pugni e sarà Come il gioco di un’età mai andata via Come un sogno un’utopia Con un pizzico di magia Io questo sono e così sia Stringi i pugni e vola via Stringi i pugni,stringi i pugni Stringi i pugni e sarà Come il gioco di un’età mai andata via Come un sogno un’utopia Con un pizzico di magia Io questo sono e così sia Stringi i pugni e vola via "
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Pensieri........emozioni..........
sabato, 29 agosto 2009

Questo Blog festeggia il secondo anniversario.




Due anni che mi hanno regalato emozioni ma anche delusioni.Per festeggiarlo regalo a chi passa da qui 3 racconti.




Racconti ispirati liberamente dal WEB.




Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.


LA CONFIDENTE STANCA










La chiamavano affettuosamente Puffa.


Non solo per la sua minuta  anche se graziosa corporatura ma  perchè aveva una particolare predilezione per l’azzurro.


Trascinava ormai da molto tempo la sua vita tra lavoro e casa senza grandi entusiasmi




Lo conobbe una sera di settembre


Un settembre qualunque di un anno qualunque.


Lui aveva alle spalle un passato sofferto.


L’unico figlio maschio adolescente aveva avuto problemi con la tossicodipendenza ma ne stava, anche se faticosamente, uscendo.


La moglie era rimasta disoccupata da tempo.


I problemi economici lo assillavano.




Aveva il mutuo di casa da pagare e debiti da saldare.


Poi c’era quel figlio mai sazio di danaro.




Lui la chiamava spesso al telefono e le  raccontava fino in fondo della sua faticosa vita.


Lei si  convinse che la personalità di lui era molto fragile


Lo ascoltava.


Lo ascoltava sempre e  nemmeno lei ne conosceva bene il motivo.


Forse perché dopo molto tempo si sentiva finalmente utile.


Utile a qualcuno.


Certo il suo lavoro le piaceva ma se non ci fosse stata lei altri lo avrebbe fatto.Faceva la commessa in un elegante negozio di profumeria del centro.


La clientela era per lo più femminile.


Lei era paziente e cortese con tutti però, dentro di sé, non sopportava un certo  tipo di donne.


Quelle che entravano ingioiellate di tutto punto ed erano sempre indecise sul flaconcino di parfum da 200 o 250 euro.


Preferiva molto di più le clienti umili che  risparmiavano per molto tempo al fine di potersi o poter regalare qualcosa di importante.


Oppure consigliare uomini indecisi di fronte ad un presente per la loro compagna.


Però poi finito il lavoro tornava a casa.




Ed era in quel momento che sentiva più forte il peso della sua inutilità.


La solitudine non era una buona compagna


Le poche amiche, avevano tutte famiglia.

Sempre super impegnate tra lavoro, casa e figli.


Lei non voleva imporre a loro le sue inquietudini.


Però sapeva di aver bisogno di esser ascoltata.


Solo di quello aveva bisogno: un po’ di ascolto.


Puffa però comprese che quell’uomo non aveva questa capacità.


Lui le parlava solo dei suoi guai.


Egoisticamente dei suoi guai.


Per mesi e mesi dei suoi guai.




Lei ci provava a raccontar di sé  ma lui non la sentiva.


Poi lui improvvisamente cambiò.


Diventò  più allegro.


Era come un pavone quando apriva le sue colorate piume.




Aveva scoperto il fascino della chat e le sue attenzioni ora si erano rivolte al mondo femminile.


Ed erano ancora per lei le sue confidenze.


Nonostante i problemi economici e quel problematico figlio  il suo era un matrimonio stabile.


Diceva di voler molto bene alla moglie.


Più volte le aveva detto: “Guai se mi mancasse. E’ davvero una santa”.




E Puffa gli chiedeva: “Allora? Cosa vai a cercare?”


Lui rispondeva: “Intrigo ed emozioni”.


La passione per la chat era diventata una “droga”.


Persino il figlio si lamentava e gli diceva: “Papà! Tu preferisci chattare invece di star con me”.




Che triste cosa per un figlio!


Passava ore e ore in chat trascurando tutto.


Ormai si era fatto prendere la mano.


Aveva una grande capacità: riusciva sempre a mettersi nei guai con le donne.


E lui era sempre la vittima.


Quando puffa chiedeva se provava affetto vero per qualche donna  la risposta era sempre una sola: “No! Mi intrigano ”


Puffa faceva molta fatica a comprendere questo atteggiamento.


Lei dava molta importanza ai sentimenti .


Avrebbe compreso e capito un sentimento vero.


Del resto al cuor non si comanda ma ai suoi occhi ormai lui appariva solo come una persona vuota incapace di provare sentimenti veri.


Spesso  parlava con  disprezzo di  alcune donne che incrociava ma ai loro occhi voleva apparire come un romantico sognatore dal cuore d’oro.


Quanta falsità!




Il modo che aveva lui di rapportarsi al mondo femminile non le piaceva.


Puffa ormai era convinta: lui non era in grado di rispettare le donne


Qualcuna avrebbe potuto credere alla sua buona fede e sarebbe rimasta ferita.


A lui non importava.




Per lui era solo un gioco.


Puffa sprecava il suo fiato nel dirgli :” Limitati. Pensa alla tua famiglia. State vicini ed aiutatevi”


Il bisogno di Puffa di esser ascoltata non se ne andava.


Ma lui non ne era capace.


Non l’ascoltò nemmeno quando lei tentò di raccontargli della seria malattia che l’aveva colpita.



Nemmeno davanti ad un problema così lui era stato capace di mettere da parte il suo  egoismo. 


Spesso le diceva: “Tvb. Sei l’unica amica che ho.


Un’amica “speciale. Tu sei importante per me”


Ma ormai Puffa era convinta che per lui contava solo sé stesso.


Una persona che trascurava la famiglia per la chat  come poteva essere un amico disponibile all’ascolto?



E Puffa decise che non voleva esser “complice” di una persona così e gli disse addio.


E lo fece  una sera di settembre.


Un settembre qualunque di un anno qualunque.


 Era la prima volta che le succedeva di conoscere un uomo così  vuoto, senza valori e senza principi, un uomo che sapeva solo vender  fumo.





Passarono solo pochi giorni e lui la chiamò: “Sono in ospedale. Ho una malattia seria”.


Per alcune settimane si risentirono al telefono e lui disse:”Queste cose ti cambiano la vita. Quando tornerò a casa penserò solo alla famiglia”.


Puffa decise di fargli visita in ospedale. Ora stava molto meglio.


Dopo i saluti di prassi lui le disse: “Non vedo l’ora di tornare a casa e chattare”.


Puffa lo salutò sapendo che di lui non voleva più aver nessuna notizia.


Non può esserci amicizia senza STIMA






RAGGIO DI SOLE


 


 


Puffa non poteva negare la sua delusione.


Ancora faceva fatica a credere di non aver compreso subito la falsità di quell’uomo.

Un giorno dopo la chiusura del negozio decise di entrare in un bar poco lontano.


Non aveva molta voglia di rinchiudersi in casa.


Era una bella giornata primaverile e il sole metteva in risalto i colori dei fiori del parco cittadino.

Si accomodò in un tavolino all’aperto.


Ordinò una bevanda e si accese una sigaretta.


Voleva godersi quel momento e non aveva voglia di pensare.


Fù allora che  la notò.


Seduta ad un tavolo poco più in là vide una bella giovane ragazza.


Era allegra.

Rideva di gusto e la sua risata era un piacere da ascoltare.


Scherzava col cameriere e Puffa si accorse che stava sorridendo anche lei.


Da quanto tempo non sorrideva più?


Non quei sorrisi di circostanza che si è costretti a fare ma un sorriso vero.


Quel sorriso che solo un senso di serenità  può dare.


La ragazza vide il sorriso di Puffa e si avvicinò.


Iniziarono subito a parlare.


Si trovarono subito in sintonia nonostante la differenza di età.


Puffa pensò: “potrebbe essere mia figlia”.


La ragazza continuava a parlare.


Le raccontò della sua vita, del suo lavoro, della sua famiglia come se si conoscessero da tempo.

In quel momento anche Puffa iniziò a raccontare.


Riguardo alla sua vita dopotutto non c’era molto da dire ma raccontò alla ragazza dell’uomo che vendeva fumo.

Puffa terminò il racconto dicendo: “ma dove ho sbagliato? Perché non mi sono resa conto prima di quale persona vuota era”.


La ragazza disse solo una frase: “Non hai sbagliato. Ti sei fidata. Ora non pensarci più. L’incubo è finito. Ora ci sono io e ti farò ridere..ridere..ridere..”E aggiunse: “Io son figlia unica. Ora tu sei la mia “sorellina”.




E Puffa pensò: “nella mia vita finalmente è arrivato un raggio di sole”

Un raggio di sole da coccolare e al quale voler bene.


Poco dopo arrivarono delle nubi.




Puffa pensò: “Sono sicuramente  nubi passeggere"


Il Raggio di Sole tornerà a splendere”






SOLO UN RIFLESSO










Puffa in cuor suo aveva un desiderio.




Voleva che le si leggesse dentro l’anima.




Dentro il cuore.




La sua vita continuava il cammino come in tunnel oscurato




Successe poi che alzando lo sguardo Puffa intravide sul fondo una luce.




Il cuore le sorrise.




Iniziò a battere emozionato.




Allora speranzosa si incamminò.




Per un certo periodo le sue inquietudini le sentì meno pesanti perché quella luce che vedeva là in fondo le dava la forza di andare avanti.




Sembrava che  aspettasse proprio lei.


Camminò.




Camminò per molto tempo   e quella luce la vedeva sempre più vicina




E arrivò il giorno che le fù di fronte.




Ora, però, Puffa era confusa.




Si guardò attorno disorientata.


Non capiva cosa stesse accadendo.




Probabilmente la sua intelligenza aveva dei grossi limiti.




Lei era convinta di andare incontro ad una luce vera.




Invece  si accorse, con rammarico, che era solo un riflesso.




Tornò tristemente sui suoi passi




Fece un  bagaglio di tutta la sua delusione ed amarezza e lo chiuse con una catena enorme.




Ora Puffa è certa che quel tunnel non avrà mai fine e di una cosa ora è sicura: non si illuderà più di vedere una  luce.





Ringrazio gli amici che in questo periodo di lontananza dal blog non mi hanno dimenticata..






Offro la torta e lo spumante per l’anniversario del blog e per ricominciare sicuramente con uno spirito diverso




  






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Soffiato con dolcezza da jolyjoly54 Ora: 21:12 commenti (26)

Category: racconti,